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La sterilizzazione dei gatti consiste nell'asportazione chirurgica degli organi deputati alla produzione di ormoni sessuali, rappresentati dai testicoli nel gatto maschio e dalle ovaie nella gatta femmina. Negli ultimi decenni questo intervento è divenuto una pratica di routine che presenta limitati rischi a patto che prima della sua esecuzione vengano effettuati esami ematici e cardiaci per verificare che gli organi coinvolti durante l'anestesia e deputati allo smaltimento dell'anestetico funzionino correttamente (in particolare reni, fegato e cuore). Inoltre è importante prima di ogni intervento verificare che il gatto non sia infetto da retrovirus quali FeLV e FIV che potrebbero prendere il sopravvento in seguito allo stress dell'intervento.
Sebbene la sterilizzazione possa sembrare un intervento contro natura, protegge il gatto dai numerosi rischi legati all'attività sessuale (vagabondaggio, morsi e graffi, rischio di contrarre malattie infettive), evita lo stress del continuo calore nella femmina e le continue gravidanze alle quali andrà in contro durante la stagione riproduttiva (soprattutto primavera, estate ed autunno).
La sterilizzazione riduce il metabolismo e può indurre i gatti, soprattutto quelli che hanno una vita esclusivamente in un ambiente chiuso, ad aumentare di peso, ma questo può essere prevenuto scegliendo un'alimentazione adeguata e cercando di giocare spesso con il proprio gatto per aumentare la sua attività fisica e quindi il suo dispendio energetico.
La sterilizzazione infine previene gravi malattie come le infezioni uterine e le neoplasie mammarie nella gatta. L'impiego di farmaci che sopprimono il calore è invece sconsigliato, soprattutto il loro impiego ripetuto, perché nella maggior parte dei casi sono farmaci che possono avere gravi effetti collaterali.
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