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Nella mentalità comune, cane e gatto sono acerrimi nemici; ma questa credenza non è del tutto esatta. Ecco come facilitare la convivenza.
Lo dice anche il proverbio “essere come cane e gatto”, per indicare l'impossibilità per due persone di andare d'accordo. Ma si sa che i proverbi non sempre hanno ragione.
A sfatare il mito della perenne conflittualità tra i due animali domestici più amati dall'uomo c'è anche una recente ricerca scientifica, secondo la quale cani e gatti cresciuti insieme nella stessa casa svilupperebbero un legame profondo che li mette in grado di capirsi nonostante i diversi linguaggi e le due specie sarebbero addirittura in grado di apprendere l'una dall'altra.
Che cani e gatti possano convivere pacificamente se si conoscono dalla nascita non è in fondo una sorpresa: è una questione di imprinting, ovvero di un particolare tipo di apprendimento per “esposizione” che porta i cuccioli a riconoscere come simili gli animali che vedono vicino a loro nelle prime fasi della vita e a identificarsi con essi.
Ma proprio dal padre di questa teoria “etologica”, Konrad Lorenz, arriva la testimonianza che in realtà è possibile per cani e gatti imparare a rispettarsi e a condividere in armonia spazi e momenti sociali anche da adulti.
Un passo del suo “Anello di Re Salomone” sull'amicizia tra il Bulldog Bully e il gattino Thomas è in questo senso esemplare:
“... Dopo alcune settimane Bully mutò atteggiamento nei riguardi del gattino. Forse i suoi sentimenti cambiarono all'improvviso, o forse l'avvicinamento fra le due bestie si era preparato gradualmente durante la mia assenza; fatto sta che quando, un giorno, Thomas invitò giocosamente il cane a inseguirlo, io vidi stupito che Bully si lanciava furiosamente all'inseguimento del gatto, scomparso sotto il divano.
Il cane rimase lì con la grossa testa ficcata sotto il mobile, e al mio richiamo adirato reagiva soltanto agitando vivacemente il suo moncone di coda.
Quando finalmente Bully obbedì al mio comando e si allontanò dal divano, Thomas schizzò fuori come un proiettile, si avventò sul cane colpendolo con una zampa alla nuca e con l'altra al viso, e, storcendo a fatica la piccola testa, tentò di morderlo alla gola dal di sotto.
… E ora accadde l'incredibile: Bully aderì immediatamente al giuoco e recitò in modo convincente la parte della vittima, stramazzando pesantemente in avanti, fingendo di cedere alle zampine del gatto, rotolandosi sulla schiena e rantolando come sa fare soltanto un allegro bulldog o un bufalo che venga realmente ammazzato. Quando ne ebbe abbastanza di farsi ammazzare, Bully prese a sua volta l'iniziativa, saltando addosso al gatto e incominciando a scrollarlo
. Questi fuggì, e facendo una capriola sulla nuca, si lasciò raggiungere dal cane dopo pochi metri; e allora ebbe inizio uno dei più deliziosi giuochi fra animali cui mi sia capitato di assistere...”.
Quando cani e gatti si “conoscono” da adulti non per forza dunque diventano acerrimi nemici. È assolutamente possibile adottare un gatto quando già si possiede un cane, o viceversa: basta utilizzare un pizzico di “psicologia animale” e molto tatto.
Uno dei principali ostacoli da superare è costituito dal carattere difficile del gatto, soprattutto se è lui l'animale di casa e vede arrivare un pericoloso “competitor canino” a invadere i suoi spazi. Bisogna cercare allora di non modificare la routine quotidiana del micio e permettergli di fare tutto ciò che faceva prima, in modo che non percepisca il nuovo arrivato come una minaccia destabilizzante; in questo modo finirà ben presto per accettarlo.
A volte può accadere che, accanto alle normali manifestazioni del carattere “felino”, si manifestino comportamenti anomali, come urinare fuori dalla lettiera. La causa può essere l'arrivo del nuovo “inquilino” e il tentativo di attirare l'attenzione, ma non bisogna trascurare l'eventualità che si tratti invece di una patologia delle vie urinarie, da accertare con opportuni esami veterinari. Un'ottima forma di controllo è rappresentata dall'uso della lettiera Solvcat Diagnostica, la cui formulazione è stata studiata in modo da consentire un elevato assorbimento di liquidi, senza incidere sul grado di bianco. La comparsa di colorazioni anomale sulla lettiera è un campanello di allarme che deve indurre ad una sollecita e accurata visita del gatto dal veterinario di fiducia.
Viceversa, se è il cane a vivere già con noi, portargli in casa un gatto presenta meno problemi: all'inizio meglio però tenerli in stanze separate, in modo che il cane avverta la presenza del felino attraverso l'odore e si abitui gradualmente a esso. Soltanto dopo qualche giorno è possibile farli incontrare e, a piccole dosi, cominciare a lasciarli da soli: una volta compreso che il micio è diventato parte della famiglia, il cane lo accetterà e addirittura si sentirà in dovere di proteggerlo. Attenzione però alla gelosia reciproca: le coccole vanno dosate e bilanciate con cura, per impedire che uno dei due si senta escluso dall'amore del padrone.
Un'altra tattica molto efficace per instaurare una duratura amicizia tra cane e gatto è farli conoscere “in territorio neutrale”, in modo che chi dei due vive già in casa non senta minacciata la sua supremazia da un estraneo. Dopo qualche incontro, ad esempio a casa di amici, in cui è opportuno stabilire subito un clima sereno e stimolare i due animali con giochi divertenti, si può provare la convivenza diretta con ottime probabilità di successo.
Soprattutto nei primi giorni in casa è bene farli mangiare separatamente e solo dopo qualche settimana provare a mettere le ciotole nella stessa stanza, mai però troppo vicine. Un ultimo suggerimento riguarda le unghie del gatto: meglio spuntarle per evitare che giocando possa ferire il muso del cane e innescare magari pericolose reazioni.
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