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Spazzolare il pelo, tagliare le unghie e, ogni tanto, anche un bagnetto. Ecco come fare per dare una mano al gatto, l'animale domestico che forse più di tutti è attento alla propria pulizia. Un gesto di affetto che, specialmente se abituato fin da cucciolo, il gatto saprà apprezzare restituendo fusa in abbondanza.
Il gatto è un animale molto pulito, lo dicono tutti. Passa buona parte del suo tempo a leccarsi il pelo e le zampe con la sua linguetta rosa che, ricoperta da minuscole papille cornee, gli consente di eliminare eventuali parassiti, rimuovere pelo e cellule morte dell'epidermide, riattivare la circolazione e stimolare le ghiandole cutanee responsabili della produzione di sostanze grasse per l'impermeabilizzare del manto.
Condividere con lui qualche momento di queste sue pratiche igieniche, dal semplice taglio delle unghie fino al più impegnativo bagnetto, magari cominciando fin da cucciolo, è un modo non solo per comunicargli affetto ma anche per accorgersi di qualsiasi comportamento anomalo che potrebbe suggerire una visita dal veterinario.
In caso di dubbi e, comunque, per una maggiore sicurezza quotidiana, viene in aiuto anche SolvCat, la lettiera diagnostica di Solvay in grado di assicurare un controllo continuo della salute del micio, attraverso la semplice osservazione del colore delle urine che si fissa sulla lettiera.
Il pelo
Spazzolare regolarmente il proprio gatto è garanzia di un mantello sano, pulito, liscio e lucente. Per le razze a pelo corto basta una spazzola da strigliatura in gomma altrimenti, se il pelo è più lungo, si impiega una spazzola con setole morbide. Se invece il manto è più folto, per districare i nodi si può usare anche una comune spazzola metallica, possibilmente tutti i giorni. Il gatto solitamente interpreta la spazzolatura come un piacevole gesto di affetto, come una coccola gratificante.
Un animale in buona salute e nutrito con un'alimentazione completa ed equilibrata sfoggia sempre un mantello morbido e lucente, mentre un pelo opaco, infeltrito o con forfora è normalmente segno di una qualche forma di disagio. Nel caso, un consulto con il veterinario è sempre la soluzione più indicata.
Le unghie
Un “tiragraffi” dove il felino di casa va a “farsi” le unghie, è la miglior tutela per i mobili della sala e permette di non dovergli tagliare troppo spesso gli artigli. Ciò nonostante, ogni 15-20 giorni, sarà comunque necessaria una spuntatina. Esistono forbicine e piccole tronchesi apposite da usare facendo sempre attenzione a intervenire solo sulla puntina bianca, lasciando intatta la parte più rosea dove si trovano i capillari. Normalmente non è necessario tagliare anche le unghie delle zampe posteriori perché non crescono altrettanto velocemente e sono meno affilate.
Occhi e orecchie
Gli occhi del gatto si possono pulire dai residui della lacrimazione usando delicatamente un batuffolo di cotone inumidito con acqua tiepida e camomilla. Per le orecchie si passa sempre del cotone umido all'interno e all'esterno del padiglione auricolare, con dolcezza e senza spingersi troppo in profondità. L'impiego di bastoncini (tipo cotton fioc) è normalmente sconsigliato perché potrebbe infastidire l'animale e spingere i resti di muco all'interno dell'orecchio. Esistono in commercio detergenti auricolari ed oculari specifici che potranno essere consigliati dal vostro veterinario.
Il bagno
I felini, fatta eccezione per il giaguaro e la tigre, non amano l'acqua, si sa, tanto che un proverbio cinese recita: “il gatto ama il pesce ma detesta bagnarsi i piedi”. Però a volte si rende davvero necessario fare il bagnetto al micio. Anche in questo caso, abituarlo fin da piccolo, favorisce l'operazione ma comunque, perché tutto proceda al meglio, ecco qualche semplice suggerimento.
Il momento migliore è qualche giorno dopo il taglio delle unghie così, anche se il gatto dovesse rivoltarsi, l'assalto sarà meno… sanguinario e poi, per cominciare, bisogna dedicare qualche minuto a una buona spazzolata.
L'ambiente, comunemente il bagno, deve essere riscaldato per evitare all'animale sbalzi di temperatura, e l'acqua circa a 38 gradi. Lo shampoo deve essere neutro, come quello per bambini, ma specificatamente formulato per gatti, il cui ph della cute è ben diverso da quello dell'uomo; il risciacquo abbondante per evitare che residui di sapone vengano poi ingeriti. È importante anche che non entri acqua nelle orecchie o negli occhi del micio.
Per asciugarlo si può usare un asciugamano caldo e morbido o anche un asciugacapelli meglio se silenzioso e tenuto a bassa temperatura; poi tanta pazienza per spazzolare bene il pelo.
Un trucchetto: nei gatti a pelo lungo spazzolare contropelo aumenta la vaporosità del mantello.
Sarebbe anche meglio non lasciar uscire l'animale subito dopo il bagno, per evitare che si raffreddi.
I denti
Anche sui denti del gatto si forma il tartaro che con il tempo può provocare fastidiose infiammazioni gengivali. Per tenerli puliti si usa uno spazzolino a setole morbide o in gomma oppure una striscia di tela ruvida unitamente ad un dentifricio formulato per i gatti.
In commercio, esistono anche degli alimenti che, se assunti regolarmente, riducono la formazione di tartaro nei gatti.
Naturalmente è sempre una buona abitudine sottoporre il nostro amico a controlli regolari dal veterinario, magari approfittando del richiamo annuale per la vaccinazione.
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