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Il micio trovatello 


Cosa fare quando si trova un gattino? Meglio lasciarlo dov'è in attesa che la mamma lo ritrovi o portarlo a casa? E quali sono le precauzioni da adottare?

A tutti sarà capitato almeno una volta di imbattersi in un batuffolo di pelo miagolante che sembra implorare di portarlo con noi, e a quel punto siamo sempre combattuti sul da farsi. L'impegno di adottare un micio è gravoso ma, dall'altra parte, la coscienza ci dice che non possiamo far finta di niente e lasciarlo lì, inerme e indifeso.
In realtà la cosa giusta da fare è valutare la situazione: se il gattino è già grandicello è probabile che si sia solo temporaneamente allontanato dalla madre, la quale lo ritroverà facilmente, e in questo caso è meglio non intervenire.
Se invece è molto piccolo bisogna accertarsi che non sia sgusciato via dal resto della cucciolata che si trova magari poco lontano: anche in questo caso meglio lasciare le cose come stanno, ci penserà mamma gatta a rimettere le cose a posto; al limite si può dare semplicemente una mano al piccolo rimettendolo vicino ai fratelli per evitare che si raffreddi troppo.

L'unico caso in cui può essere giusto portare con se un “trovatello” è quando senza nessun dubbio si tratta di un micio orfano, oppure per qualche ragione abbandonato dalla madre... o dal suo crudele padrone che ha voluto “sfoltire” la cucciolata.
Cosa fare dunque in caso di adozione? La prima cosa da fare sarebbe quella di portarlo da un veterinario per accertare il suo stato di salute. Molto spesso, infatti, questi gattini sono infestati da pulci e parassiti intestinali, che richiedono trattamenti specifici.

Occorre poi attrezzarsi per nutrire il piccolo: un gattino appena nato pesa circa 100 grammi e necessita di mangiare ogni due ore da 0 a 10 giorni (ogni 3 ore la notte). Da 10 a 15 giorni è necessario che mangino ogni 3 ore durante il giorno e ogni 4 durante la notte. Da 15 a 20 giorni ogni 4 ore durante il giorno e ogni 5 la notte; da 20 a 30 giorni ogni 5 ore di giorno e ogni 6/7 la notte. Fino a 30 giorni l'alimentazione del gattino deve essere esclusivamente a base di latte, poi si potrà iniziare, gradualmente, a svezzarlo.
Non dare mai latte vaccino al micetto, ma solo l'apposito latte in polvere per gatti. La temperatura del latte deve essere quella del corpo e per somministrarlo si può utilizzare un normale biberon con tettarella oppure, se è troppo piccolo per succhiare, una siringa senza ago da svuotargli lentamente in bocca.

Da ricordare che il sistema immunitario del gattino è debole e per questo bisogna lavarsi sempre bene le mani ogni volta che lo si tocca e sterilizzare biberon e tettarelle ogni volta prima del loro impiego.

Fino alle tre settimane di vita il gattino non riesce a regolare la temperatura corporea, e avrà dunque bisogno di una fonte di calore costante e controllato: un termoforo elettrico regolato al minimo è perfetto.
L'ultimo accorgimento da adottare per la salute del gattino è quello di massaggiargli l'ano con un batuffolo di cotone inumidito dopo ogni poppata, per favorire lo stimolo a defecare (in natura è la mamma a provvedere leccando il piccolo).

Con questi semplici accorgimenti ci troveremo presto per casa un giovane e vivace felino sempre pronto a giocare, ma in ogni caso sarà bene farlo visitare da un veterinario appena possibile, per programmare con lui le vaccinazioni necessarie.


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Last update 25/10/2012