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Arriva l’estate e tutti si preparano a partire per le vacanze. Dopo tanti mesi di studio o di lavoro, la gente vuole divertirsi e distrarsi assieme ai propri amici animali. Tuttavia non per tutti gli amici a quattro zampe questo è un periodo così lieto: ogni estate, infatti, si ravviva la terribile piaga dell’abbandono degli animali.
Ogni anno migliaia di gatti (e molti altri animali) vengono lasciati per strada e vanno ad incrementare il numero dei randagi presenti sul territorio. Oltre a causare sofferenza emotiva all’animale abituato alla famiglia e all’affetto, l’abbandono può avere ulteriori conseguenze: gli animali senza una casa possono trasportare malattie, essere causa di incidenti stradali e, in casi estremi, anche attaccare l’uomo.
Per questo bisogna contrastare assolutamente l’assurda pratica dell’abbandono, o quanto meno, provare ad aiutare i piccoli amici che si incontrano per strada.
Ma, quando ci si imbatte in un gatto libero, spesso non si sa come comportarsi. A volte è la paura che possa attaccare (ogni gatto che ha subito il trauma dell’abbandono diventa ovviamente molto sospettoso verso gli uomini), mentre altre volte, semplicemente, non si sa dove portarlo.
Cosa fare quando si trova un gatto abbandonato?
Se si tratta di un gatto abbandonato vuol dire che è abituato al contatto con l’uomo, perciò non dovrebbero esserci problemi ad avvicinarlo.
Se invece è un randagio (o semplicemente molto impaurito) bisogna provare a convincerlo con un po’ di cibo; magari al primo contatto non si lascerà avvicinare, ma poco alla volta il muro di diffidenza cadrà e diventerà molto socievole.
Una volta avvicinato bisogna chiamare una delle tante associazioni di volontariato presenti sul territorio, che potrà fornire indicazioni su come comportarsi e come aiutarlo. Oppure lo si può portare dal veterinario che controllerà il suo stato di salute e si prenderà cura di lui.
A volte ci si può imbattere anche in cuccioli: questi, esattamente come i bambini, sono molto più delicati degli adulti, ma si lasciano avvicinare più facilmente. Per prima cosa bisogna controllare il loro stato di salute, prestando attenzione ad ogni segno di malessere. Quindi bisogna portarlo subito dal veterinario e fargli fare un check up completo.
A questo punto si può decidere di adottarlo, prestando attenzione a non farlo entrare in contatto con altri animali prima che sia visitato, oppure (se non si ha la possibilità di dargli una casa), contattare una delle associazioni di volontariato che si occuperà di lui.
Sono molte, infatti, le iniziative che si sviluppano su tutto il territorio italiano, grazie all’impegno di volontari che dedicano il proprio tempo ad aiutare gatti e, in generale, animali abbandonati o smarriti.
L’abbandono è un reato
Non bisogna mai dimenticare, poi, che, oltre ad essere un’assurda barbarie, dal 2004 l’abbandono degli animali è anche un reato penale: l'art. 727 del codice penale, infatti, recita: che "Chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l'arresto fino ad un anno o con l'ammenda da 1.000 a 10.000 euro.".
Il dovere civico di ognuno impone, ogni volta che si assiste ad una scena di abbandono, di intervenire in difesa dell’animale, oppure prendere il numero della targa del proprietario (o almeno informazioni utili per ritracciare il colpevole). In ogni caso la prima cosa da fare è chiamare la polizia o i vigili comunali.
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