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Le malattie del gatto adulto
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Parassiti intestinali
- Ascaridi
- Cestodi
- Protozoi
Parassiti cutanei
- Acari
- Dermatofiti
- Pidocchi
- Pulci
- Zecche
Allergie
In genere nel gatto le allergie si manifestano con prurito cutaneo e sono scatenate dal morso di parassiti (ad esempio pulci) o per ipersensibilità ad alimenti o pollini. Il gatto cerca di alleviare il prurito grattandosi o leccandosi insistentemente. Meno comunemente si riscontrano sintomi gastroenterici di allergia (come vomito o diarrea).
Gastroenterite virale (Panleucopenia)
Si tratta di una malattia intestinale sostenuta da un Parvovirus che ha andamento acuto ed è molto grave soprattutto nei gattini. La trasmissione avviene attraverso il contatto con feci e vomito di soggetti infetti. Nei soggetti di pochi giorni o qualche settimana è mortale, mentre se l’infezione viene contratta dalle gatte gravide può determinare lesioni al sistema nervoso dei feti. I sintomi sono mancanza di appetito, febbre, vomito, dolorabilità dell’addome, diarrea ed estremo abbattimento. La vaccinazione è un ottimo mezzo per combattere questa grave infezione.
Le intossicazioni
Si dice spesso che il gatto sia abbastanza intelligente da capire se le sostanze che ingerisce sono tossiche per il suo organismo. Questo non è sempre vero, perciò bisogna prestare attenzione a sostanze quali:
- insetticidi (in particolare lumachicidi)
- liquido antigelo per i radiatori delle automobili
- veleni per topi (in genere il gatto si avvelena attraverso l’ingestione di roditori avvelenati da prodotti anticoagulanti cumarinici)
- paracetamolo, acido acetilsalicilico (principio attivo dell’aspirina, molto tossico per il gatto)
- alcuni antiparassitari per cani (collari, spray o fialette a base di permetrine)
- piante tossiche: ficus, azalea, ciclamino, agrifoglio, stella di natale, rododendro, vischio ecc.
Leucemia felina virale
È una malattia provocata da un retrovirus (FeLV) che colpisce i gatti di tutte le età e che si trasmette da un gatto all’altro mediante l’ingestione di saliva, feci e urina di gatti infetti. È particolarmente diffusa nei gattili o nelle colonie dove ci sono molti gatti che litigano, giocano, si leccano e condividono le ciotole. Non tutti gli animali che si infettano sviluppano la malattia, ma possono divenire portatori cronici del virus. In questi soggetti la malattia si può manifestare in seguito a eventi particolarmente stressanti che indeboliscono le difese immunitarie e consentono al virus di prendere il sopravvento. I segni clinici sono molteplici, per questo è consigliabile fare il test per la FeLV (eseguibile tramite un prelievo di sangue) ogni volta che un gatto libero di uscire manifesta sintomi clinici importanti.
Malattie dell’apparato urinario
Il gatto giovane adulto può andare incontro a problemi urinari (ostruzione urinaria nel gatto maschio, difficoltà a urinare nelle femmina). Ve ne accorgete dal suo comportamento quando urina. Se sporca al di fuori della lettiera anche se questa viene regolarmente pulita, se piange e miagola o si sforza senza emettere urina o produce piccole quantità di urina, se si lecca insistentemente i genitali e trovate macchie di sangue è il momento di contattare il veterinario. In questo caso l’utilizzo di una lettiera diagnostica vi permetterà di individuare prontamente le alterazioni del colore dell’urina che sono il primo campanello d’allarme di un’infezione /infiammazione, ancora prima della comparsa di sintomi clinici eclatanti.
Malattie respiratorie
Le principali malattie respiratorie del gatto sono causate da due virus: l’Herpes virus (responsabile della rinotracheite virale) e il Calicivirus. Questi virus si trasmettono da un gatto all’altro per contatto diretto o per contatto di secrezioni respiratorie infette e determinano una malattia acuta più grave nei gattini, con sintomi quali starnuti, tosse, scolo nasale e oculare, febbre, inappetenza, difficoltà respiratorie, ulcere a livello di lingua e gengive. Un altro microrganismo (Chlamydia) può dare invece oculo-congiuntiviti. La profilassi vaccinale è fondamentale e molto efficace nel combattere queste infezioni.
Peritonite infettiva felina (FIP)
Si tratta di una malattia virale sostenuta da un coronavirus che determina un’alterazione del sistema immunitario e delle pareti dei vasi sanguigni. Molti sono gli organi che possono essere colpiti da questo virus: polmoni, rene, fegato, sistema nervoso, occhio. Si può presentare sotto forma umida con la presenza di raccolte di liquido a livello di cavità quali torace e addome o in forma secca sottoforma di granulomi nei diversi organi. I sintomi variano a seconda della fase e della forma della malattia, ma sono sempre accompagnati da febbre, mancanza di appetito e apatia del gatto. La diagnosi definitiva è difficile, soprattutto quando il gatto è affetto dalla forma secca della malattia.
Toxoplasmosi
La toxoplasmosi è una malattia protozoaria sostenuta da Toxoplasma gondii che nel gatto è di solito asintomatica (lieve diarrea transitoria). Solo nei gatti immunodepressi può dar luogo a sintomi neurologici o oculari gravi. Non date mai carne cruda al vostro gatto, ridurrete il rischio di infezioni. Questa malattia è una zoonosi (può essere trasmessa dal gatto all’uomo) ed è particolarmente pericolosa per le donne gravide perché questo microrganismo può causare l’aborto o gravi alterazioni al feto. Ricordate che: il gatto infetto elimina le forme infettanti di Toxoplasma solo per pochi giorni durante tutto il corso della sua vita; le forme infettanti necessitano di 24-48 ore prima di essere pericolose, quindi se la lettiera viene pulita tutti i giorni non si corrono pericoli. Come precauzione aggiuntiva è comunque meglio che una donna gravida non pulisca la lettiera del gatto; più del gatto di casa sono pericolose verdura e frutta contaminate dalle feci di gatti randagi. Per questo occorre lavare bene frutta e verdura prima di margiarle; sono potenzialmente rischiose anche le carni crude e gli insaccati (soprattutto di maiale) che possono contenere le cisti del parassita. Il gatto, soprattutto se è ben curato, non è una fonte di contagio. In ogni caso, ci si può rivolgere al veterinario per verificare se il gatto è infetto e se è nella fase acuta dell’infezione e può quindi rappresentare un reale rischio per la salute dell’uomo. Vomito, diarrea, diminuzione dell’appetito, dimagramento, aumento della sete e dell’urinazione sono sintomi che meritano attenzione e una visita veterinaria. I gatti non si lamentano quando stanno male, ma interrompono ogni attività (pulizia del mantello, alimentazione, gioco) e tendono a nascondersi.
I parassiti
Anche i gatti d’appartamento possono avere i parassiti intestinali (trasmessi dalla madre al cucciolo o dalle pulci) o i parassiti cutanei.
I parassiti intestinali
Ascaridi: (vermi tondi)
Possono comparire nelle feci e hanno un aspetto simile agli spaghetti, vengono contratti dalla madre infetta durante l’allattamento o mediante l’ingestione delle uova presenti nel terreno contaminato da feci di altri animali infetti. Il gatto infestato presenta addome gonfio, pelo opaco, diarrea e magrezza nonostante un buon appetito. L’infestazione è rischiosa anche per l’uomo quindi bisogna rivolgersi sempre al veterinario per la sverminazione. Occorre trattare la gatta gravida 15 giorni prima e un mese dopo il parto, i gattini a 1-3-6 mesi e i gatti che escono almeno 1-2 volte l’anno.
Cestodi: (vermi piatti o tenie)
Sono simili a chicchi di riso nelle feci o intorno all’ano. Il gatto li contrae ingerendo le pulci adulte durante le operazioni di pulizia o, più raramente, mangiando visceri di animali infetti. Il gatto può presentare prurito anale, magrezza nonostante un buon appetito e pelo opaco. La presenza di questo tipo di parassiti deve fare sospettare anche la presenza di pulci, quindi bisognerà trattare l’animale contro entrambi i parassiti.
Protozoi: (Giardia, coccidi)
Il gatto presenta diarrea, è necessario rivolgersi al veterinario per la diagnosi e la terapia.
I parassiti cutanei
Acari
Sono parassiti che si localizzano nelle orecchie e sulla cute dando luogo a un intenso prurito.
Dermatofiti
Funghi della pelle. Colpiscono soprattutto i gattini randagi e determinano la comparsa di zone della cute in cui manca il pelo. Sono contagiosi anche per l’uomo quindi se avete qualsiasi dubbio portate il gatto dal veterinario per una visita e un esame del pelo. Di solito non causano prurito.
Pidocchi
Si possono riscontrare in gatti che frequentano zone molto infestate (ad esempio pollai). Le uova dei pidocchi (lendini) si riconoscono come delle scagliette bianche sul pelo (forfora che non si stacca).
Pulci
Il vostro gatto potrebbe avere le pulci anche se vive soltanto in appartamento. Questi parassiti possono essere portati in casa da un altro animale che esce (ad esempio il cane) e qui portare a termine il loro ciclo di vita favoriti dalle alte temperature garantite dai riscaldamenti domestici. Per verificare la presenza delle pulci provate a spazzolare il gatto e poi a scuotere la spazzola nel lavandino: se vedete cadere dei puntini neri che a contatto con l’acqua si sciolgono e diventano sangue (escrementi di pulce), la risposta è positiva. Le infestazioni da pulci causano prurito e mordicchiamenti.
Zecche
Raramente si trovano sui gatti, a meno che questi siano liberi di uscire e frequentino zone molto infestate (ad esempio prati dove pascolano le pecore). Non causano prurito. |
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